L'invito del presidente del consiglio regionale del Veneto Luca Zaia è stato diffuso dall'ufficio stampa ieri mattina e subito è scoppiato il caso: il governatore Alberto Stefani la pensa come il suo predecessore? Il tema è il suicidio medicalmente assistito con il docufilm su Stefano Gheller che mercoledì prossimo sarà presentato a Palazzo Ferro Fini.

L'invito è partito da Zaia, alla presentazione del film "Lasciatemi morire ridendo" di Massimiliano Fumagalli ci saranno la consigliera regionale Elena Ostanel e la sorella di Stefano, Cristina Gheller. Una iniziativa che Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, ha stroncato: «Portare in consiglio regionale del Veneto un docufilm, realizzato con la collaborazione dell'Associazione Luca Coscioni, senza contraddittorio e senza dare voce a chi sceglie la vita e le cure palliative è un atto di pressione politica unilaterale, che non ha nulla a che fare con un dibattito serio».

L'attacco a Zaia è frontale: «Una legge sul suicidio medicalmente assistito fu già respinta, proprio dall'assemblea veneta, il 16 gennaio 2024. Riproporla attraverso un'operazione di comunicazione a senso unico non è confronto: è propaganda». In realtà la proposta di legge di iniziativa popolare non è stata ancora iscritta all'ordine del giorno del consiglio. Ma Pro Vita & Famiglia avverte: «Ci aspettiamo che il presidente Alberto Stefani prenda le distanze da questa iniziativa e garantisca un dibattito realmente plurale». Dal governatore, per ora, nessun cenno.