Riunione di redazione, da circa tre anni, da quando sono direttore di Libero, c’è un refrain: “Cosa c'è su Garlasco”? A quel punto parte il dibattito: c’è chi dice “non c'è niente!” e lo ripete ogni giorno per tre volte (di riunioni a Libero se ne fanno tre), fino a farlo diventare un tormentone del nostro stare insieme in redazione; c’è chi dice che Alberto Stasi è colpevole (ma non è mai stata la linea del nostro giornale, sapete tutti che noi abbiamo fatto una campagna innocentista dai tempi di Vittorio Feltri e su quella linea abbiamo continuato, confortati da elementi nuovi sempre più convergenti); c’è chi sostiene che l’autore del delitto non si troverà mai e probabilmente è estraneo al circolo degli amici di Garlasco. Io ho sempre pensato che ci fosse dietro qualche gioco sessuale andato male, ma più in là non mi sono mai spinto, nonostante sia un appassionato lettore di Sherlock Holmes.

Ieri il colpo di scena e, forse, pare, sembra, una possibile svolta delle indagini. Sempio è stato intercettato (nel 2025) mentre parlava da solo in automobile e nel singolare soliloquio rivela di aver visto un video a luci rosse di Chiara Poggi, di averle addirittura telefonato e di essere stato respinto. Questo non è un dettaglio, ma un elemento che cambia tutta la narrazione – e quello che aveva raccontato Sempio – dà corpo alla tesi del movente passionale e rafforza l’idea che Stasi a casa di Chiara all’ora del delitto non ci sia mai stato.