La Serie A non esisteva ancora, quel 5 maggio 1946: al suo posto la Divisione Nazionale. Nel frattempo l’Italia era tutta da ricostruire e Vittorio Emanuele III era ancora Re, anche se ormai per pochi giorni. Quel giorno l’Inter giocava contro la Juve, il Torino affrontava il Milan. Ma non c’erano solo le grandi: tante altre partite completavano il tabellone. E così, mentre gli allenatori sceglievano chi mandare in campo, per la prima volta gli italiani si arrovellavano su un’altra decisione: giocarsi 1, X o 2?

Esattamente ottant’anni fa veniva infatti giocata la prima la «Schedina Sisal», ribattezzata poi «Totocalcio». Un concorso a pronostici che con il tempo si è trasformato in rito collettivo, plasmando per sempre la cultura popolare italiana e ridefinendo il sogno per milioni di tifosi: fare quel benedetto “13” e cambiare vita. Una volta per tutte.

L‘ANNIVERSARIO

Il Totocalcio festeggia gli 80 anni con il restauro della storica rivista Sport Italia

Fuggito in Svizzera dal nazifascismo nel 1944