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11 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:19
“Creiamo una squadra di calcio per promuovere la cultura siciliana nel mondo e per rilanciare alcuni dei nostri giovani?”. L’idea della Sicilia F.A. – o meglio, come piace a loro, della Naziunali Siciliana – è nata così. All’improvviso, nel 2018. Da un gruppo di amici, da sempre attivi nella promozione della cultura siciliana, appassionati di calcio e con il desiderio di valorizzare i tanti giovani che dall’isola provano a emergere nel mondo del pallone. “Il nucleo dei fondatori era composto da persone provenienti da Palermo, Catania e Messina. Un insieme che andava contro le divisioni campanilistiche tra le città principali e richiamava a un senso di unità regionale e isolano“, spiega Alberto L’Episcopo, direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica della nazionale, a ilfattoquotidiano.it.
L’idea di base è chiara: far conoscere la Sicilia nel mondo e rilanciare i calciatori isolani, che negli ultimi anni scarseggiano in Serie A (Antonino Gallo del Lecce è tra i pochissimi superstiti). Ma come? Coinvolgendo diversi ex calciatori siciliani di fama, mettendone qualcuno al centro del progetto, come per esempio Giovanni Marchese, allenatore della nazionale siciliana sin dalla sua fondazione ed ex calciatore del Catania tra le tante, con 138 presenze in massima serie in carriera. “Mi inorgoglisce portare sul petto il simbolo della Sicilia. È vero, sono stato uno dei pochi siciliani ad aver avuto l’occasione di giocare stabilmente in Serie A negli ultimi decenni e per me questo è motivo di grande orgoglio, perché ho portato in alto la nostra sicilianità a livelli molto importanti”, ha spiegato proprio Marchese a ilfattoquotidiano.it. “Al momento i siciliani in Serie A sono davvero pochi, quindi speriamo che ne vengano fuori degli altri nei prossimi anni”.









