Roma, 6 mag. (askanews) – Il Board of Peace guidato dagli Stati Uniti e incaricato di dare attuazione al piano di pace per la Striscia di Gaza non intende obbligare Israele a rispettare i termini del cessate il fuoco entrato in vigore lo scorso ottobre, se Hamas non accetterà il piano per il suo disarmo. E’ quanto emerge da un documento riportato dal Times of Israel, che sottolinea che, sebbene il rappresentante del Board of Peace, Nickolay Mladenov, abbia avvertito sul rischio di una ripresa del conflitto in caso Hamas rifiuti di deporre le armi, “nel documento si spinge molto oltre, affermando che non ci si aspetta che Israele metta fine agli attacchi a Gaza o garantisca l’ingresso degli aiuti umanitari”.

“Il rifiuto di Hamas di accettare il quadro di riferimento entro un lasso di tempo ragionevole, come stabilito dal Board of Peace e dopo aver consultato le parti, renderà tali impegni nulli e privi di effetto”, ha scritto Mladenov nel documento, una lettera sottoscritta anche dall’alto funzionario americano Aryeh Lightstone e inviata al capo del governo tecnico palestinese che dovrebbe insediarsi a Gaza.

Hamas ha sempre sostenuto che non si può passare alla questione del disarmo, prevista dalla seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco, prima che sia stata data piena attuazione alla prima fase che, oltre allo scambio di ostaggi e prigionieri, prevede un aumento degli aiuti umanitari nella Striscia, l’apertura del valico di Rafah per l’uscita dei feriti bisognosi di cure e il ritiro parziale delle forze israeliane.