«Per noi resta fondamentale una cosa - e lo dico con grande chiarezza - che si tratta di una tragedia enorme con famiglie che hanno perso dei cari e altre con feriti gravi. Ora stiamo valutando eccezioni alle regole Ue sui rimborsi: c'è una clausola che permette deroghe, se i Paesi saranno d'accordo». A Roma, nel giardino dell'ambasciata svizzera in via Barnaba Oriani, il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin arriva alle 16.33 a bordo di un'auto blindata. Quella nella Capitale è una missione diplomatica vera, una specie di ricucitura dopo settimane di tensioni e polemiche tra Italia e Svizzera. E da chiudere c'è prima di tutto il caso delle fatture inviate dagli ospedali elvetici alle famiglie dei sopravvissuti ricoverati di Crans-Montana: «Erano delle copie. È stato un errore». Eccolo, è qui il cambio di rotta. E non a caso prima di fare tappa in ambasciata Parmelin ha fatto tappa al Quirinale per incontrare il presidente Sergio Mattarella e alla Farnesina, accolto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un viaggio che è il secondo tempo dell'operazione per riallineare i rapporti con l'Italia: il primo era stato in Armenia, dove Parmelin aveva avuto un confronto con la premier Giorgia Meloni. «L'atmosfera è stata positiva, aperta e costruttiva e ho molto apprezzato l'incontro. Le relazioni tra i nostri Paesi sono eccellenti sotto ogni aspetto».
Crans Montana, Guy Parmelin: «Aiuti immediati ai feriti. E per le cure non faremo pagare»
«Per noi resta fondamentale una cosa - e lo dico con grande chiarezza - che si tratta di una tragedia enorme con famiglie che hanno perso dei cari e altre con feriti gravi. Ora stiamo...











