«Un oltraggio al nostro Paese». Così l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, definisce la richiesta avanzata al nostro Paese dal Cantone del Vallese di restituire di 108mila euro di spese sanitarie sostenute dall'Ospedale di Sion per le cure prestate a quattro ragazzi italiani feriti nel rogo di Crans-Montana. «Non pagheremo. Loro hanno una responsabilità morale pesantissima» aggiunge, parlando con Repubblica e Corriere.

Cornado ha spiegato che, al momento, sono già arrivate alcune richieste di rimborso per le cure sanitarie e ha espresso il timore che possano seguirne altre per gli altri nove pazienti che sono stati curati a Zurigo, Losanna e Berna. E che quindi venga chiesto il rimborso all’Italia».«La nostra posizione è chiara: non pagheremo nulla», ha ribadito. L'ambasciatore ha inoltre ricordato che anche l'Italia ha prestato soccorso a cittadini svizzeri rimasti gravemente feriti, sottolineando come non siano stati richiesti rimborsi per le cure effettuate negli ospedali italiani.

«Attendo risposte dal governo e dal ministro Tajani sui prossimi passi, ma la linea dell'Italia è molto semplice, non pagherà» afferma anche a LaPresse, Gian Lorenzo Cornado. «Si tratta di una strage di giovani causata dall'inosservanza delle regole, dall'irresponsabilità dei gestori del bar Le Constellation e dall'irresponsabilità del comune di Crans Montana che non ha effettuato i controlli e del Cantone che non ha supervisionato. Hanno una responsabilità morale», ha continuano Cornado, «voglio rassicurare le famiglie che nulla è dovuto, che non sono in debito ma in credito viste le responsabilità morali di una strage criminosa di giovani».