Cresce il malcontento, nel Parlamento di Berna, per la decisione annunciata dal presidente svizzero Guy Parmelin di non far pagare le spese mediche ai feriti del rogo di Capodanno a Crans-Montana. E mentre la portavoce del governo svizzero Nicole Lamon ha precisato al quotidiano "La Tribune de Genève" che "non è ancora stata presa alcuna decisione", i deputati ritengono che il Consiglio federale abbia fatto un'eccezione solo per rifarsi l'immagine dopo la tragedia in cui hanno perso la vita 41 persone, tra cui sei ragazzi italiani. Il timore è che altri Paesi, Francia in primis, chiedano lo stesso trattamento riservato all'Italia. Per questo sono state depositate diverse interpellanze parlamentari. "Questa nuova vicenda mi mette a disagio", ha detto la consigliera nazionale Celine Amaudruz (Udc/Ge). "E non sono chiaramente l'unica, a giudicare dai numerosi messaggi ricevuti. La gente è indignata, perché si ha l'impressione che la Svizzera si pieghi davanti all'Italia. E che alla fine si chieda ai nostri contribuenti di pagare le fatture altrui", ha aggiunto. "Gli svizzeri si sono mostrati molto solidali di fronte a una catastrofe che ci ha scioccati tutti e spetta ora alla Giustizia stabilire le responsabilità. Ma vedo che il Consiglio federale vuole metterci davanti al fatto compiuto, prima con una legge speciale sull'aiuto alle vittime e ora con un accordo sul rimborso delle fatture. Temo che questi precedenti ci causeranno problemi in futuro", ha sostenuto Amaudruz.
Crans Montana, il Parlamento svizzero si ribella: “Ci stiamo piegando all'Italia sulle spese mediche”
Cresce il malcontento, nel Parlamento di Berna, per la decisione annunciata dal presidente svizzero Guy Parmelin di non far pagare le spese mediche ai...














