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Ultimo aggiornamento: 7:45
di Mario Tiberi
Sono passati più di 40 anni da quando Ezio Tarantelli fu ucciso dalle Brigate Rosse il 27 marzo 1985, nel parcheggio della Facoltà di Economia, mentre si accingeva a salire in macchina dopo avere tenuto la consueta lezione di economia politica. Era la “sua” facoltà, dove era stato studente-lavoratore, assistente ordinario e, infine, professore ordinario.
La sua figura resta impropriamente legata alla riforma della scala mobile sfociata nell’Accordo di San Valentino, raggiunto con Cisl, Uil e Confindustria il 14 febbraio 1984. In realtà, la sua proposta era molto diversa da quella contenuta nel decreto dal governo Craxi, perché prospettava uno “scambio politico” tra governo e sindacato, nella quale la moderazione salariale avrebbe dovuto comportare un aumento dell’occupazione. Sono personalmente convinto che Ezio sarebbe stato il primo a manifestare la sua insoddisfazione rispetto a quel provvedimento, denunciando che si trattava di uno “scambio inesistente”, che infatti negli anni successivi avrebbe prodotto un calo dell’inflazione solo a costo di un aumento della disoccupazione.







