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19 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:19

Ho avuto la fortuna di studiare con Umberto Eco per tanti anni: per la laurea, il dottorato, il post-dottorato e oltre. Sono perciò moltissimi gli insegnamenti che mi ha lasciato e sono ancora più numerosi i ricordi che conservo di lui: frasi, battute, tono di voce (con quella erre particolare), barzellette (ne raccontava in continuazione), gesti, sguardi, risate, camminate (con quell’ampia falcata), esami quando studiavo, conversazioni davanti a una pizza o un aperitivo, man mano che sono cresciuta.

Intendiamoci, non sto con questo vantando nessuna familiarità speciale: bastava essere uno studente o una studentessa appena sveglia per avvicinarlo. A patto, naturalmente, di superare l’inevitabile soggezione che la sua celebrità, ma soprattutto la sua gigantesca cultura, spesso incutevano.