Si apre il 18 febbraio simbolicamente alle Fiji, la maratona mondiale Eco Eco Eco, che mette fine ai dieci anni di silenzio dalla morte di Umberto Eco chiesti dall'autore de Il nome della rosa.
Esce un ritratto inedito: l'Eco delle osterie, del whisky e delle sigarette, ma anche l'uomo dal ferreo senso del dovere: un intellettuale civile la cui assenza, in questi tempi bui, si fa sentire più che mai.
La diretta streaming sarà disponibile su fondazioneumbertoeco.org e bottegafinzioni.it dalle 12 di domani.
Tra i grandi nomi della cultura che hanno accolto l'invito Eshkol Nevo, Roberto Saviano, Luciano Canfora, Milo Manara, Paolo Fresu, Vittorio Giardino, Igort, Moni Ovadia, Danko Singer, Fabio Fazio, e tanti altri, pronti a mescolare le loro voci con quelle di lettori da ogni angolo del globo; "Questo non è un film, non è una trasmissione televisiva: è un happening, un flusso di coscienza collettivo della durata di 24 ore". Con questa premessa i curatori — Michele Cogo, Riccardo Fedriga, Maria Chiara Galbiati, Roberto Grandi e Francesca Tancini, con la supervisione di Carlotta e Stefano Eco — invitano il mondo a rompere il silenzio.
Luogo dell'eterno presente descritto ne L'isola del giorno prima, alle Fiji, Samantha Magick della libreria Baka Books legge le pagine del Professore, restituendo la dimensione esotica e filosofica della sua opera. Dall'altra parte dell'oceano, in Arizona, un docente del Chandler-Gilbert Community College mostra con emozione una copia de L'isola del giorno prima acquistata a New York da giovane studente: sul frontespizio brilla l'autografo di Eco, un dono per la donna che, trent'anni dopo, è ancora sua moglie. Il racconto si sposta poi nel Senegal meridionale, dove il griot Diawne Diamanka — che Eco invitò a Bologna negli anni Ottanta per un progetto di antropologia anticoloniale — intona un canto in lingua Peul accompagnato dal suo strumento monocorde. È un tributo al "grand'homme" che sapeva ascoltare le voci di ogni cultura. In Bulgaria, a Sofia, entriamo nel caffè-libreria "Umberto & Co.", dove tra torte e scaffali le citazioni di Eco tappezzano le pareti, rendendo la cultura un'esperienza quotidiana e conviviale.













