Altre minacce agli alpini in vista del raduno di Genova. E spunta anche un manuale di difesa dalle molestie. Facendo uno sforzo mnemonico e andando a Genova, per l’adunata degli alpini che andrà in scena dall’8 al 10 maggio, sembra di assistere alla lettura dello sceneggiato La guerra dei mondi, sulle frequenze radiofoniche della Cbs, da parte di Orson Wells nel 1938. All’epoca molti radioascoltatori, nonostante le avvertenze, non si accorsero che si trattava di finzione, ma credettero che gli extraterrestri fossero, realmente, sbarcati negli States. Ecco gli antifascisti al pesto vivono più o meno la stessa allucinazione per via dell’arrivo delle penne nere in città. Sono da oltre due settimane in strada a gridare contro gli «occupanti». Il loro bellaciaoismo li porta come dei rabdomanti a cercare, senza fine pena mai, l’invasor. Allora li abbiamo visti esibirsi in scritte - andiamo da «attenzione alpini, molestatori in città» a «remigriamo gli alpini» - per arrivare ai moniti di “Non una di meno” contro la «mascolinità tossica» delle penne nere. Il tutto in un profluvio incessante.
Le ultime in ordine di tempo? La Rete di Donne per la Politica Odv, sui propri canali social, ha lanciato un’iniziativa dal titolo “Adda passà ‘a adunata”, segnaliamo appropriazione culturale neomelodica. In pratica, per resistere al 97esimo raduno alpino, vengono dati tutta una serie di strumenti «alle donne e alle persone della comunità Lgbtqia+» in modo da «affrontare queste giornate di potenziali disagi, molestie e cat calling». Quindi, se non le avete, armatevi di carta e biro, non fate come il commissario Winchester dei Simpson con la sua macchina da scrivere invisibile. «Per reagire sul momento: automunitevi di fischietto. Può servire da deterrente e per attirare l’attenzione di chi vi sta intorno».












