Nel primo pomeriggio, sul Centrale del Foro Italico si trovano di fronte Sofia Kenin e Bianca Andreescu: due ex campionesse Slam in quella che la WTA segnala come "notable first-round match". Sette anni fa Andreescu vinceva lo US Open battendo Serena Williams 6-3 7-5: nata in Canada da genitori romeni, dotata di un furore agonistico fuori scala, per qualche mese ci sembrò destinata a contribuire a scrivere la storia del tennis femminile. Nel gennaio 2020 Kenin, moscovita di nazionalità americana, si prendeva l'Australian Open contro Garbine Muguruza (4-6 6-2 6-2) e in autunno raggiungeva l'atto finale del Roland-Garros posticipato per Covid (vinse Iga Swiatek, 6-4 6-1). Piccola, lucida, tocco pulito, pareva la sorella minore di Justine Henin. Poi gli infortuni hanno smontato la canadese – spalla, caviglie, ginocchia – e una crisi di fiducia mai risolta ha ridotto Sofia a una versione esitante di sé stessa. Il duello di oggi propone idee opposte di tennis: Sofia, adesso 83 WTA, prova a giocare di esattezza, piedi paralleli alla linea, anticipo precoce, dritto piatto e teso, rovescio bimane solido se la testa è a posto; Bianca, 157, va di variazioni, slice, demi-volée, dropshot, accelerazioni col dritto a uscire, una fisicità esplosiva quando il fisico regge. Sulla terra di Roma, con una palla che si alza e dà tempo, la creatività della canadese trova più spazi. Finisce 6-4 7-5.
Roma cresce, il tennis pure: ora ATP e WTA devono fare qualcosa
La rubrica Monday’s Net sull’avvio degli Internazionali del Foro Italico











