Le intimidazioni e i segnali di una "mafia rurale" L'accusa a carico delle persone indagate sarebbe di associazione per delinquere di stampo mafioso. Tra il 2017 e il 2023, una capillare indagine della procura antimafia ha permesso di ricostruire l'alberatura del clan mafioso corleonese, al cui vertice avrebbe operato per diversi anni lo stesso Grizzaffi. Secondo gli inquirenti sarebbero state attuate diverse condotte intimidatorie come furti, danneggiamenti e incendi di macchine agricole per "mantenere il controllo del territorio", ma anche estorsioni per ottenere dilazioni nei pagamenti di debiti. Non solo. Si sarebbe diffusa la prassi, tra alcuni agricoltori, di chiedere il permesso e la benedizione del nipote di Riina prima di acquisire fondi agricoli. Secondo la lettura degli inquirenti questi atti sarebbero sintomo di una "mafia rurale ancora operativa", la stessa a partire da cui Riina e Provenzano avevano costruito il loro impero.
Corleone, in manette il nipote di Totò Riina: "Mafia rurale ancora operativa"
Secondo la procura antimafia, Mario Grizzaffi era capo mandamento a Corleone. Con intimidazioni, furti e concessioni manteneva il controllo del territorio







