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Ultimo aggiornamento: 16:47

Voglio partire dai fatti. Il 4 maggio 2026 La Gazzetta del Mezzogiorno pubblica una notizia che passa quasi inosservata nel rumore quotidiano dei social: la procura di Trani ha aperto un’inchiesta su tre amministratori impegnati nell’organizzazione della data di Barletta del Jova Beach Party 2022. Persone non legate al management del cantante. Le ipotesi di reato sono inquinamento ambientale colposo e abuso edilizio in area protetta. Per allestire il palco sulla sabbia sarebbero stati alterati sedicimila metri quadrati di arenile in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, danneggiando dune e vegetazione spontanea e alterando gli habitat delle specie protette.

L’indagine è partita da un esposto di Legambiente. È la prima inchiesta giudiziaria nella storia del Jova Beach Party. Non la considero una notizia qualunque. Io ci vedo la chiusura di un cerchio. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha costruito trent’anni di carriera cercando di restare sempre dalla parte giusta. La pace nel mondo, il debito dei paesi poveri, la bicicletta, l’ambiente, la sostenibilità. Il suo è un catalogo aggiornato con precisione chirurgica, sempre pronto a seguire il vento, senza mai perdere latitudini e longitudini del proprio mappamondo. Peccato per alcuni elementi.