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11 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:03

A Sanremo 2026 non si canta ancora, ma si sente già un gran chiasso. In fondo la musica è sempre stato l’ingrediente meno importante, come quei fiorellini messi lì a decorare il piatto nei ristornati gourmet. La sostanza vera è in tutto il circo mediatico che gira attorno a questa manifestazione, da 66 anni a questa parte.

Quest’anno cominciamo proprio dall’abbronzatissimo direttore artistico Carlo Conti e le sue scelte discutibili, prima fra tutte quella della co-conduttrice, Laura Pausini. Tralasciando i gusti personali e il fatto che potrei ascoltare le sue canzoni solo sotto tortura, qui il tema è un altro. Si è scelto di puntare su un personaggio comodo, rassicurante, per nulla divisivo (se non per questioni musicali), insomma una che la tiene como todas e soprattutto che non prende mai una posizione netta su nulla. E infatti, Conti intuisce subito che lei è la donna giusta per il palco dell’Ariston, la donna giusta per la Rai, la donna giusta per la nostra premier Meloni. Ok, la scelta è giusta!