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23 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:45

di Laura Ruzzante

C’era una volta la televisione. Ora c’è il Festival di Sanremo, versione 2026. Un’esperienza mistica che riesce nell’impresa miracolosa di far rimpiangere persino le televendite di pentole degli anni Ottanta. Al timone, con la stessa vivacità di un busto di marmo di Carrara appena lucidato, ritroviamo Carlo Conti. L’uomo che non invecchia, non cambia espressione e, soprattutto, non disturba il manovratore. È il perfetto garante della Restaurazione: dopo le intemperanze di Amadeus, che ogni tanto si permetteva il lusso di una nota fuori spartito, la Rai dei patrioti ha richiamato il “ragioniere dell’etere” per riportare l’ordine, la disciplina e la noia d’ordinanza.