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5 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:40
Davanti ai ministri Matteo Piantedosi e Matteo Salvini va giù il simbolo di Fortapàsc, il fortino della camorra di Torre Annunziata raccontata dal cronista de Il Mattino Giancarlo Siani negli articoli che gli costarono la vita. A mezzogiorno con apposita cerimonia in pompa magna è iniziata la demolizione di Palazzo Fienga, il luogo simbolo del clan Gionta fino al 2015, quando l’edificio fu confiscato, sgomberato, murato e reso inaccessibile. Ma siamo ancora lontani dall’estirpazione del potere della camorra che ne fece il suo quartier generale, il luogo dove si trafficava la droga e si decidevano gli agguati.
Lo ricordano due circostanze che rendono meno gioioso l’evento. La prima è che sulla scrivania del ministro dell’Interno Piantedosi c’è una proposta di scioglimento per infiltrazioni malavitose del consiglio comunale di Torre Annunziata, ratificata in Prefettura a Napoli nel comitato provincia per la sicurezza e l’ordine pubblico svolto il 13 aprile. La seconda è nelle parole dell’intervento del procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, in impermeabile chiaro: “Ci sono ancora troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe ombre e troppe illegalità nel seno della stessa amministrazione comunale. Ci vogliono meno cerimonie, meno dichiarazioni di principio e più azioni concrete che siano coerenti con le dichiarazioni programmatiche, solo così si potrà cogliere la cifra dell’effettivo cambiamento, solo allora potremo dire di aver voltato pagina”. Parole durissime, sulle quali sta riflettendo il sindaco di centrosinistra Corrado Cuccurullo: dopo averle ascoltate, pare siano imminenti le sue dimissioni. Fragliasso è il capo della procura che ha prodotto gli atti sui quali ha lavorato la commissione d’accesso prefettizia insediata il 2 gennaio. Nei prossimi giorni si conoscerà il destino dell’amministrazione.







