Aggiornare e riqualificare i lavoratori è diventato un obbligo strategico per le imprese, non più una scelta formativa. È il messaggio emerso dal convegno "Il futuro del lavoro tra upskilling e reskilling" organizzato dalla Camera di commercio della Romagna a Rimini, nell'ambito del progetto "Romagna: generazioni al lavoro". Al centro del dibattito, che ha visto la partecipazione in platea di diversi giovani, i dati segnalano una trasformazione accelerata: la vita media delle competenze tecniche si è infatti ridotta a due anni, spinta dall'innovazione digitale e dall'intelligenza artificiale, sempre più centrali nel mondo del lavoro. Le aziende sono chiamate a diventare "organizzazioni che apprendono", dove la formazione è integrata nel lavoro quotidiano e non rappresenta un'interruzione della produttività. A complicare il quadro, come sottolineato dai relatori, un paradosso demografico: il calo delle nascite ha infatti reso i giovani una risorsa scarsa, innescando una competizione tra imprese per attrarre talenti che sempre più cercano lavoro "con senso e qualità della vita". Nel frattempo, l'automazione spinge il valore aggiunto verso capacità umane difficilmente replicabili: pensiero critico, gestione emotiva della complessità, padronanza consapevole degli strumenti digitali. Sara Lena, ricercatrice Area Consumi, Mercati e Welfare del Censis, ha analizzato timori e opportunità legati all'intelligenza artificiale in un mercato segnato dall'invecchiamento progressivo della forza lavoro. Arnaldo Carignano, talent director di Randstad Italia, ha invece mappato le competenze oggi più richieste dalle imprese, come l’ “agilità”, ovvero “pensiero critico e capacità di fare domande”. Luca La Cola, ricercatore dell'Osservatorio Hr Innovation del Politecnico di Milano, ha approfondito il cosiddetto approccio "skill-based": modelli organizzativi che valorizzano le competenze individuali per favorire flessibilità e percorsi di sviluppo interno, superando la rigidità dei profili tradizionali. La parte più concreta del convegno è stata, però, la tavola rotonda con le imprese del territorio. Cristina Maggioli per Maggioli Spa e Beatrice Visconti per Scm Group hanno portato casi pratici di aziende che già affrontano la sfida della riqualificazione interna. Il professor Francesco Maria Barbini dell'Università di Bologna ha offerto la cornice accademica. A chiudere i lavori, il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, che ha ricordato come il tema non riguardi solo le singole aziende ma la competitività dell'intero sistema produttivo regionale. "Siamo entrati nell'era della collaborazione tra uomo e intelligenza artificiale - ha detto il presidente della Camera di commercio Carlo Battistini - nella quale aggiornamento e riqualificazione non sono più opzioni formative, ma necessità per garantire crescita e competitività". L'obiettivo dell'iniziativa è aiutare le imprese a "mappare le competenze necessarie per non subire l'innovazione, ma guidarla". Il capitale umano, ha poi aggiunto Battistini, deve restare al centro: "Solo attraverso una solida partnership tra persone e competenze sarà possibile trasformare le sfide in opportunità concrete di sviluppo". Il convegno rientra nel progetto "Romagna: generazioni al lavoro", nato per connettere i bisogni professionali delle imprese con l'evoluzione del mercato del lavoro. L'appuntamento si è tenuto con il patrocinio del Comune di Rimini, rappresentato dall'assessore alle attività economiche Juri Magrini.
Aggiornare e riqualificare, Camera di commercio Romagna segna la rotta per le imprese - ANSAit - Ansa.it
A Rimini il Convegno “Il futuro del lavoro tra upskilling e reskilling” (ANSA)
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