Sono previsti scioperi e manifestazioni domani e dopodomani nel mondo della scuola.
Iniziano i Cobas e l'Usb che hanno indetto uno sciopero nazionale con manifestazioni territoriali e un presidio nella Capitale domani 6 maggio alle 10 davanti al ministero dell'Istruzione.
La protesta riguarda istituti di ogni ordine e grado e punta, tra le altre cose, a contestare le prove Invalsi, definite "quiz inutili e dannosi" che "non hanno determinato sviluppi positivi nel sistema educativo" e "non misurano competenze", oltre ad aver diffuso la pratica del "teaching to test".
Tra le rivendicazioni anche il recupero salariale, con richiesta di "almeno il 30% del potere d'acquisto" per docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), a fronte di aumenti ritenuti insufficienti rispetto all'inflazione. Si chiede, inoltre, il ritiro della riforma degli istituti tecnici, giudicata causa di "abbassamento della qualità" e "aumento delle diseguaglianze educative".
I lavoratori aderenti alla Flc Cgil incroceranno le braccia il 7 maggio contro la riforma degli istituti tecnici "per fermare - afferma il sindacato - una riforma sbagliata e dannosa, che colpisce al cuore la qualità dell'istruzione pubblica e il futuro di studenti, studentesse, lavoratrici e lavoratori". Per la segretaria Flc Cgil Gianna Fracassi, "la riforma dei tecnici attraverso tagli pesanti a discipline fondamentali, sia di cultura generale che professionalizzanti, comporterà un drastico ridimensionamento del monte ore e un impoverimento generale dell'offerta formativa, oltre che il rischio concreto di tagli agli organici e aumento del sovrannumero tra il personale docente e ATA". "Si tratta di una scelta politica precisa - chiosa la segretaria della Flc - subordinare l'istruzione alle esigenze delle imprese, indebolendo il valore nazionale del titolo di studio e accentuando le disuguaglianze territoriali, con un intervento che svuota il ruolo della scuola come presidio costituzionale di formazione critica e libera e la riduce a strumento funzionale alle esigenze produttive locali". L'Unione sindacale di base protesta domani e dopodomani "contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali e contro le nuove linee guida dei licei", dichiara l'Usb che invita anche al boicottaggio delle prove Invalsi e denuncia un rinnovo contrattuale con "salari vergognosi mentre l'inflazione cresce".








