Sono lontani i tempi in cui l’allora presidente interista Steven Zhang chiedeva di celebrare la conquista della seconda stella “con sportività e rispetto per l’avversario”: nella notte tra domenica 3 e lunedì 4 maggio, durante i festeggiamenti per il 21° scudetto, alcuni tifosi nerazzurri hanno sfogato la loro gioia – ed evidentemente parte della rabbia per gli “zero tituli” della scorsa stagione, quando la squadra si era fermata a un passo dal traguardo in tutte le competizioni – imbrattando con vernice spray e adesivi le vetrine del Milan Store di via Dante, in pieno centro città.

Ha scelto di celebrare il trionfo esultando davanti allo store dei “cugini” rossoneri anche l’ex calciatore Nicola Berti, con alle spalle una lunga militanza interista: “Ti si ama” è il commento sulla pagina Facebook “Veri interisti”, dov’è stata condivisa una foto dell’ex centrocampista con le braccia sollevate al cielo proprio sotto la scritta “Milan Store”.

Un atteggiamento che però non è piaciuto a tutti, nemmeno fra le fila dei supporter nerazzurri: “Da interista e sportivo, l’Inter non ha bisogno di questo. Nicola poteva risparmiarsela questa” scrive qualcuno.

Le vetrine del Milan Store sono già state ripulite, ma le immagini del negozio rossonero completamente ricoperto dagli adesivi inneggianti agli storici rivali continuano a impazzare sui social: fra gli altri, le ha pubblicate su Instagram Nino Ciccarelli, storico capo della tifoseria organizzata interista, fondatore dei Viking, indagato nell’inchiesta “Doppia curva” che ha decapitato i vertici delle tifoserie milanesi e arrestato a dicembre del 2024 dai carabinieri di Milano in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per 4 anni e 8 mesi, ma poi rilasciato dopo poche ore perché il suo legale aveva spiegato che stava facendo un percorso di recupero in un Sert. “Chiama Carglass che fai prima” ha scritto Ciccarelli, condividendo l’immagine di un addetto impegnato a ripulire la vetrina imbrattata in via Dante.