MILANO. La pigra aria di una domenica milanese di inizio maggio sta già lasciando il posto all’elettrica atmosfera di una festa scudetto. L’Inter è pronta a celebrare la conquista del campionato e può farlo stasera a San Siro, davanti ai propri tifosi: un evento che non si verifica dal 1989, visto che due anni fa la seconda stella arrivò a Milano nel derby ospitato dai rossoneri il 22 aprile 2024. Sicuramente una soddisfazione enorme per gli interisti, considerando la rivalità con i cugini rossoneri, ma stavolta lo stadio sarà tutto nerazzurro con 75mila tifosi attesi per il 21° tricolore della storia. Alla squadra di Chivu basta un punto contro il Parma, fischio d’inizio alle ore 20,45, per tagliare il traguardo con tre giornate d’anticipo e poter preparare nel modo migliore la possibilità di fare doppietta con la Coppa Italia nella finale di mercoledì 13 a Roma contro la Lazio. L’ultimo a riuscirci fu Mourinho e anche questo aumenterebbe il valore della potenziale impresa a portata di Lautaro e compagni.
Assalto al Var, decine di partite nel mirino
Per un curioso incrocio del destino, quindi, sarà il Parma l’ultimo ostacolo sulla strada dell’Inter. Ovvero la squadra che ha fatto debuttare Chivu in Serie A come tecnico nella scorsa stagione: il tecnico romeno salvò i gialloblù dalla retrocessione e di fatto lanciò il segnale giusto ad un club che stava cercando un nuovo allenatore dopo l’era di Simone Inzaghi. Chivu si è fatto trovare pronto e soprattutto ha saputo gestire la difficile gestione del post-Champions, con quel 5-0 nella finale contro il Psg a pesare come un macigno sui giocatori nerazzurri. Il Mondiale per club è stata la palestra ideale per farsi le ossa e ora l’ex difensore del Triplete è pronto a festeggiare il suo primo scudetto da allenatore. Non capita a tanti calciatori, figurarsi farlo con la stessa squadra. Negli ultimi 40 anni ci sono riusciti solo Conte (Juve), Ancelotti (Milan) e Capello (Milan)…










