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5 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:19
Si aggiunge un nuovo tassello nell’inchiesta sulla morte di Alex Marangon, il 25enne originario di Marcon, nel Veneziano, ritrovato senza vita il2 luglio 2024 sul greto del fiume Piave, a Vidor, nel Trevigiano. Secondo gli ultimi accertamenti della Procura di Treviso, basati su una perizia tossicologica condotta sui capelli di 17 partecipanti al raduno avvenuto nell’ex abbazia di Vidor, 16 di loro sarebbero risultati positivi al Dmt (Dimetiltriptammina e alle beta-carboline, i principi attivi dell’ayahuasca, una bevanda di origine amazzonica vietata in Italia. In sette casi – come riportano Gazzettino, Tribuna di Treviso e Corriere del Veneto – cè stata inoltre riscontrata la presenza di cocaina, elemento che complica ulteriormente il quadro.
Il rito, descritto come una “cerimonia di purificazione” di ispirazione sciamanica, si sarebbe svolto in un contesto privo di controlli e con l’assunzione diffusa di sostanze psicotrope. Già a gennaio, le indagini avevano evidenziato come la serata fosse stata organizzata da un gruppo ristretto con il coinvolgimento di cosiddetti “curanderos”, figure tradizionali sudamericane, e come la partecipazione fosse avvenuta in un clima di forte suggestione collettiva. Al centro dell’inchiesta resta la dinamica della morte di Marangon. L’ipotesi attualmente ritenuta più plausibile dagli inquirenti è che il giovane sia stato colto da una violenta crisi psicotica. In stato di alterazione, avrebbe raggiunto una terrazza dell’abbazia affacciata sul fiume Piave e si sarebbe lanciato nel vuoto, precipitando da un’altezza di circa 15 metri.







