Scagionati i 5 indagati. Il giovane - secondo i pm - avrebbe assunto da solo cocaina per «potenziare l’ayahuasca». Il corpo del 26enne di Marcon (Venezia) era stato ritrovato senza vita il 2 luglio del 2024 sul greto del fiume Piave, a Vidor

La Procura di Treviso ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Alex Marangon, il 26enne di Marcon (Venezia) ritrovato senza vita il 2 luglio 2024 sul greto del fiume Piave, a Vidor. A quasi un anno dalla tragedia, il pubblico ministero Giovanni Valmassoi ha ritenuto che il salto nel vuoto di circa quindici metri, costato la vita al giovane, non sia attribuibile a responsabilità di altre persone. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Marangon avrebbe «assunto volontariamente cocaina insieme all’ayahuasca», vietata in Italia, durante la “Festa del Sol del Putamayo”. Una scelta che, secondo la procura, sarebbe stata dettata «dalla volontà di sperimentare gli effetti dell’assunzione combinata delle due sostanze, nonostante fosse consapevole dei rischi». Da archiviare, inoltre, anche l’ipotesi di «omicidio volontario» a carico di ignoti.

Sciagionati i 5 indagati

Per questo motivo il pm ha presentato richiesta di archiviazione per il reato di «morte come conseguenza di altro delitto» nei confronti dei cinque indagati: gli organizzatori dell’evento Andrea Zuin e Tatiana Marchetto, Alexandra Da Sacco, moglie del titolare dell’abbazia, e i due curanderos colombiani Jhonni Benavides e Sebastian Castillo. Secondo i pm, nessuno di loro avrebbe potuto prevedere che Marangon avrebbe assunto cocaina prima del rito.