VIDOR (TREVISO) - L’uso di droghe e sostanze stupefacenti fa da sfondo fino a diventare un elemento sempre più decisivo del giallo della morte di Alex Marangon, il barista 25enne di Marcon, in provincia di Venezia, trovato cadavere il 2 luglio 2024 nel Piave a Vidor (Treviso) dopo due giorni di ricerche. La conferma arriva dagli esiti degli esami tossicologici dei capelli dei 17 partecipanti alla Festa del Sol de Putamayo del 29-30 giugno all’abbazia di Vidor (Treviso), dov’era presente anche Alex, trovato poi morto nelle vicinanze due giorni dopo.

Gli esami hanno confermato che tutti i presenti, a parte uno, avevano assunto sostanze psicoattive utilizzateper la preparazione l’ayahuasca, la droga degli sciamani. Per 7 di loro, poi, è stato rilevato anche l’uso di cocaina. È se è vero - come annota il consulente - che le concentrazioni di ayahuasca e di cocaina ritrovati nei segmenti di capello delle 17 persone non consentono di identificare con precisione il periodo in cui la sostanze sono state usate, il quadro che emerge della Festa svoltasi all’interno dell’abbazia di Vidor è abbastanza chiaro: i partecipanti, con un un’unica eccezione, erano assuntori di sostanze stupefacenti.

I capelli erano stati raccolti nell’agosto 2024 dopo che i diretti interessati li avevano consegnati spontaneamente ai carabinieri. Lo scorso 15 gennaio il sostituto procuratore Giovanni Valmassoi, titolare del fascicolo, ha conferito l’incarico al medico Riccardo Addobbati di effettuare l’analisi dei capelli dei partecipanti, dopo aver fatto recapitare cinque avvisi di garanzia. Risultano al momento indagati Alexandra Diana Da Sacco, moglie del conte Giulio Da Sacco e proprietaria dell’abbazia di Vidor, Andrea Zuin e la compagna Tatiana Marchetto, organizzatori del ritiro sciamanico, e i due curanderos colombiani Jhonni Benavides e Sebastian Castillo, tuttora irreperibili. Morte in conseguenza di altro reato e cessione di sostanze stupefacenti sono le ipotesi di reato contenute negli avvisi di garanzia.