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Intanto all’università una giovane leghista ha denunciato di essere stata minacciata: “Ti amazzo”, “Spero che un musulmano ti faccia violenza”

Il Partito democratico ci riprova e dopo il fallimento nel chiedere la revoca dell’autorizzazione alla manifestazione (pacifica, a differenza di altre) dei Patrioti europei e della Lega a Milano, ora tenta di impedire che a Bologna si svolga la manifestazione promossa per sabato in piazza Galvani a Bologna dal Comitato “Remigrazione e riconquista”. Si tratta di un presidio che è già stato autorizzato, che forse verrà spostato, ma che comunque non ha al momento ragione di essere bloccato come chiede la sinistra.

Si tratta di un evento che “la nostra città si meriterebbe venisse impedito”, ha dichiarato nell’Aula del Consiglio comunale il consigliere dem Maurizio Gaigher. Il presidio di sabato “non costituisce un fatto isolato ma fa riferimento a una precisa operazione politica, che prova a spostare i confini del dibattito pubblico legittimando parole e concetti che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati inaccettabili”, ha aggiunto, sottolineando che “non stiamo discutendo solo di ordine pubblico o della gestione di un semplice e banale corteo: stiamo discutendo di quale idea di società vogliamo legittimare e qui la politica non può nascondersi”. Se il problema è l’ordine pubblico, allora lo sguardo dev’essere spostato da chi sarà in piazza in presidio per la remigrazione e chi, invece, ha già annunciato che vuole impedirlo, perché la minaccia di disordini provenienti dalla parte antagonista non può ripercuotersi sull’altra, che finora è sempre stata pacifica. I temi trattati possono piacere o meno, possono anche essere considerati immorali, ma il ruolo delle autorità non è quello della polizia morale che legittima o meno “un’idea di società”.