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Nuove scritte contro il premier e contro la giunta di Lepore. Bignami: “Preoccupante escalation che non deve essere sottovalutata”
Bologna si conferma città culla dell’antagonismo militante con tendenze violente. Nella città dei centri sociali, dove l’anarchia ha trovato tradizionalmente terreno fertile, nel giorno successivo alle commemorazioni per Sara Ardizzone e Sandro Mercogliano sono comparse nuove scritte che hanno preso di mira Giorgia Meloni ma, stavolta, anche la giunta del Partito democratico di Matteo Lepore. Non è un controsenso nell’attuale scacchiere politico, dove l’estrema sinistra da tempo sta prendendo le distanze.
“Meloni appesa”, si legge in una delle scritte, con tanto di cappio, in via Beolco, nel quartiere San Donato-San Vitale. Accanto un simbolo legato all'insurrezionalismo. Ancora di fianco, si legge: “Ara, Madrid, Lepore lx primx della lista”. Il riferimento è a Matteo Lepore e a due dei suoi assessori, Daniele Ara e Matilde Madrid, che hanno fatto della vicinanza ai temi sociali la propria cifra politica. Per tale ragione non è chiaro il motivo per il quale il mondo antagonista abbia deciso di mettere anche loro nel mirino con uno slogan che richiama gli Anni di Piombo, le minacce insurrezionaliste. E le scritte non sono nemmeno finite qui, perché su un altro muro, di fronte a questo in cui sono stati messi nel mirino Meloni, Ara e Madrid, si legge: “Per Sandro e Sara il 18 aprile Roma brucerà”.






