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Un gruppo di antagonisti ha impedito un evento di Azione Universitaria: per uno studente 15 giorni di prognosi per un cazzotto

La dittatura del pensiero unico all’università di Bologna non è una novità ma il clima che si respira da qualche tempo all’interno dell’Ateneo sembra in rapido deterioramento. I tempi bui, a Bologna, sembrano tornati, come emerge dall’indagine condotta dalla Digos e relativa a un episodio verificatosi lo scorso 11 marzo, quando Azione Universitaria aveva organizzato un evento per il “sì” al referendum all’interno del plesso Belmeloro. Un evento che non solo non si è svolto ma a contorno del quale ci sono state anche botte e minacce da parte di uno dei collettivi di sinistra più noti dell’Ateneo bolognese.

Già nel primo pomeriggio dell’11 marzo, la Digos era venuta a conoscenza di una contromanifestazione organizzata dal collettivo di sinistra per impedire lo svolgimento dell’evento di Azione Universitaria. Gli agenti a quel punto si sono avvicinati al luogo indicato, incontrando effettivamente la presenza di numerosi attivisti del collettivo i quali, con slogan urlati al megafono e per il tramite di una cassa acustica, hanno comunicato ai presenti che quel pomeriggio non si sarebbe svolta nessuna iniziativa afferente al referendum in quanto organizzata da un gruppo studentesco definito asseritamente “fascista”. A quel punto, in assenza delle necessarie condizioni di serenità, e in mancanza di una comunicazione adeguata alla governance dell’Ateneo, l’evento è stato annullato.