FELTRE (BELLUNO) - Indagini in corso alla Clivet. Il focolaio di disturbi intestinali scoppiato la scorsa settimana nello stabilimento di Feltre è ancora sotto la lente. Se ne stanno occupando la ditta che fornisce i pasti della mensa, e l'Ulss 1 Dolomiti che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo con un team di sanità pubblica, composto da dirigente e tecnico della prevenzione del Sistema informativo agroalimentare e da medico e assistente sanitaria. Mentre la situazione all'interno della fabbrica è tornata alla normalità, resta ancora da capire la causa dell'influenza intestinale che ha interessato una cinquantina di dipendenti. Esclusa l'acqua come veicolo di coli batterici (Sib ha effettuato tutte le verifiche del caso) e scartata l'ipotesi macchinetta del caffè (la ditta che le ha in gestione non ha rilevato nulla di anomalo), l'attenzione si concentra sulla mensa. L'altra ipotesi possibile è quella di un contagio diretto tra colleghi: uno, in poche parole, avrebbe portato il virus intestinale in azienda, trasmettendolo anche agli altri. Non si può escludere, al momento, questa eventualità. Anche perché dei circa 800 dipendenti del sito produttivo, solo una cinquantina ha manifestato sintomi riconducibili a un'influenza intestinale.