Una sentenza rivoluziona il Superbonus, lo sciagurato bonus edilizio voluto da M5s e Giuseppe Conte che, a distanza di anni, continua a terremotare i conti dello Stato: senza cappotto termico, ha stabilito la Cassazione, l'agevolazione decade, nessun diritto al Superbonus, insomma.

Il principio è stato fissato con la decisione numero 15710 depositata il 6 marzo 2026, destinata a pesare su migliaia di pratiche. Al centro del caso c’è un sequestro preventivo disposto su crediti d’imposta legati a lavori agevolati, finiti sotto la lente della Guardia di Finanza. Gli accertamenti hanno fatto emergere una discrepanza tra quanto dichiarato nei SAL e quanto realmente eseguito nei cantieri: opere incomplete e assenza del cappotto termico.

Per i giudici di legittimità, l’intervento non è un elemento accessorio ma rappresenta uno dei pilastri dell’efficientamento energetico richiesto dalla normativa. Senza di esso, viene meno il presupposto stesso per accedere alla detrazione fiscale.

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La Corte chiarisce inoltre che, in mancanza dell’opera fondamentale, il credito maturato assume i contorni di un’erogazione pubblica ottenuta attraverso dichiarazioni non veritiere. Da qui la conferma della legittimità del sequestro e la configurazione del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.