Milano, 5 mag. (askanews) – L’Accademia Italiana della Vite e del Vino (AIVV) ha aperto a Roma il 77esimo anno accademico con una riflessione sul momento difficile attraversato dal settore e sulle mosse ritenute necessarie per rimetterlo in tensione. La cerimonia si è svolta a Palazzo Valentini, nella Sala Giorgio Fregosi, dove sono stati consegnati i diplomi a 42 nuovi accademici corrispondenti, insieme con quelli destinati ad emeriti, onorari, ordinari e stranieri.

A segnare la mattinata è stata soprattutto la prolusione di Piero Mastroberardino, accademico e presidente dell’Istituto Grandi Marchi, intitolata “Gestire il cambiamento nella filiera del vino: Profili strutturali e congiunturali”. “Il settore vitivinicolo – ha detto – è al centro di un’importante riflessione e l’obiettivo è distinguere tra fattori congiunturali e strutturali, approfondendo i principali elementi che influenzano il comparto e proponendo misure concrete per il futuro della filiera, anche sulla base delle discussioni avviate dalle Associazioni di rappresentanza nel Tavolo Nazionale di Filiera”.

Nel quadro tracciato da Mastroberardino entrano le tensioni geopolitiche, che da anni condizionano gli scambi e comprimono il potere d’acquisto, il clima sempre più instabile e il confronto pubblico sul vino, aggravato, secondo la sua analisi, da campagne salutistiche che stanno spingendo una narrazione penalizzante per il settore. Non un elenco astratto, ma i tre piani su cui oggi si misura la tenuta della filiera. La risposta, nella lettura dell’accademico, non può limitarsi alla difesa. “E’ qui – ha affermato – che occorrono una nuova promozione della cultura d’impresa, un approccio consapevole ai mercati di consumo e lo sviluppo di una nuova narrazione pubblica capace di sostenere il rilancio della domanda del settore”. Il passaggio finale del suo intervento ha insistito sul rapporto tra associazioni e istituzioni, indicato come uno snodo decisivo per incidere sulle difficoltà congiunturali e dare più forza competitiva al sistema vino. “L’obiettivo condiviso – ha concluso Mastroberardino – è quello di contrastare alcuni aspetti strutturali che alimentano tendenze tipiche dei settori in fase di maturità declinante, per rigenerare energie e innovazione, superando l’inerzia degli ultimi anni”.