Non sanno dirlo a parole. Eppure anche i cani, come noi, possono provare un dolore difficile da individuare e ancora poco studiato: l’emicrania. Non si tratterebbe di un semplice mal di testa, ma di un disturbo neurologico più complesso, caratterizzato da ipersensibilità agli stimoli e cambiamenti nel comportamento. Una condizione che mette alla prova veterinari e proprietari, costretti a interpretare segnali sottili e comportamenti insoliti.
Un dolore invisibile (ma possibile)
La scienza non ha ancora una risposta definitiva, ma sempre più evidenze suggeriscono che il mal di testa nei cani sia reale. Il caso più citato è quello di una Cocker Spaniel studiata nel 2013 al Royal Veterinary College nel Regno Unito: mostrava sensibilità alla luce, vocalizzazioni e posture anomale. I sintomi migliorarono con un farmaco usato contro l’emicrania umana. Un indizio importante, anche se non conclusivo. Non esistono criteri diagnostici ufficiali. Ma ignorare il problema significherebbe sottovalutare il benessere dell’animale.
I segnali da non sottovalutare
Capire se un cane ha mal di testa richiede attenzione quotidiana. Alcuni comportamenti possono accendere un campanello d’allarme: cerca luoghi bui e silenziosi, è più sensibile a luce e rumori, tiene la testa bassa o evita di muoverla, guaisce o si lamenta senza motivo apparente, mangia e beve meno, mostra apatia o si isola. Altro sintomo che dovrebbe metterci in guardia è il cosiddetto head pressing, ovvero quando appoggia la testa contro muri o oggetti per avere sollievo. A questi si possono aggiungere letargia, irritabilità e uno sguardo “spento”. Il problema? Sono sintomi poco specifici, comuni anche ad altre patologie.






