LIVINALLONGO DEL COL DI LANA (BELLUNO) - Una morte improvvisa scuote la comunità fodoma, che si ferma attonita di fronte alla perdita di un concittadino, padre di due figli, che stava trascorrendo una tranquilla domenica sera nella propria abitazione di Salesei, frazione di Livinallongo. Erano da poco passate le 22 quando un malore ha colpito il 54enne Nicola Festa. La macchina dei soccorsi è partita tempestivamente. Disperati i tentativi di strappare l'uomo alla morte, con il pronto intervento di un mezzo della Croce Verde di Alleghe assieme all'ambulanza di Agordo e la chiamata dell'elisoccorso. Il personale sanitario ha tentato in ogni modo di sottrarre l'uomo al suo tragico destino ma ogni tentativo è stato vano.

Festa era un "foresto" che aveva scelto Livinallongo per vivere e la vicina Arabba per lavorare. Aveva trovato l'amore della vita sposando Catia Pellegrini, e un impiego nel settore turistico nella località fodoma che l'uomo portava avanti con soddisfazione da lungo tempo. Infatti era volto conosciuto dai turisti ma ancor più dalla comunità locale, in quanto ricopriva il ruolo di cameriere all'hotel Malita, punto di riferimento storico nel centro di Arabba. Festa prestava servizio al tavolo del ristorante, frequentato da turisti ma anche da paesani e lavoratori che non di rado lo sceglievano anche per un pranzo di lavoro, un’occasione conviviale o un evento da festeggiare. Nicola Testa agli avventori riservava sempre un sorriso e una parola gentile ed era inserito in quella struttura ricettiva come parte integrante, dato che da circa 25 anni era collaboratore di quella che rappresenta un pezzo di storia dell'ospitalità di Arabba. L'hotel Malita infatti venne fondato dalla famiglia De Cassan nel lontano 1961, con i coniugi Belino ed Elia che la portarono avanti per decenni, prima di passare la gestione ai figli Luca e Serena. Non è facile trovare personale stagionale che si fidelizzi nel lavoro turistico in hotel. Eppure, a differenza di molti altri, Festa aveva trovato la sua perfetta dimensione lavorativa e di vita. Al Malita il 54enne poteva essere ormai considerato come una "costola" o forse ancor di più, uno "di famiglia".