TREVISO - Bella come il sole, con un'espressione vivace e intelligente, sorridente e spigliata. Così appare la ventisettenne trevigiana Francesca De Poi a chiunque la osservi. Cogliendo però, anche un altro particolare: dal settembre del 2018 Francesca è paralizzata. Un handicap che ha affrontato con grinta e coraggio, tanto che la malattia non le ha impedito di raggiungere la laurea triennale e magistrale alla Sapienza di Roma e di frequentare un master. Ma anche di trovare lavoro, in forma telematica, in un’azienda di Mantova specializzata in sostenibilità aziendale. E ora la 27enne ha deciso di raccontare la sua storia, per condividerla.

«Dopo il diploma al liceo scientifico del Pio X -racconta Francesca- mi sono iscritta ad economia a Londra. Avevo appena iniziato l’università, quando una mattina ho sentito fortissimo male alle braccia e male al petto. Un dolore improvviso, intenso». Ed è stato quello lo spartiacque fra il prima e il dopo. L'una e l'altra vita. «Furono le mie amiche a insistere perché io chiamassi i soccorsi -aggiunge- mentre io tendevo a minimizzare. Poi, in ambulanza, la situazione è precipitata». Nell'arco di un paio d'ore, Francesca ha avuto due arresti cardiaci. Che hanno rivoluzionato la sua esistenza. A partire da una diagnosi terribile: tetraplegia incompleta. «Mi sono risvegliata e non muovevo nulla. Non parlavo neanche, all’epoca. Però la cosa più strana era che io sentivo tutto -racconta- Una condizione devastante, aggravata da un interrogativo che ancora oggi resta senza risposta: perché è successo?». Da Londra la giovane è stata trasferita all'ospedale Niguarda di Milano, poi a quello di Udine per la riabilitazione, fino al ritorno nella sua casa di Treviso nel marzo 2020.