Il governo manca l’ennesimo appuntamento con il salvataggio dell’ex Ilva.

Anche la promessa di chiudere il sofferto processo di vendita degli asset entro aprile è rimasta disattesa, vista la difficoltà di arrivare a una conclusione convincente dei negoziati con uno dei due player internazionali che sono ufficialmente interessati: il fondo americano Flacks Group e gli indiani della Jindal international .

Non ci sono stati passi avanti decisivi nelle ultime settimane.

Anzi le precarie (a dir poco) rassicurazioni finanziarie fornite da Flacks, che chiede addirittura allo Stato un vendor loan di 500 milioni, e le condizioni poste da Jindal, sia sul piano degli incentivi sia sulla revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale, hanno finito per complicare le valutazioni dei commissari straordinari e del ministero delle Imprese e del made in Italy.

E tutto questo sta inducendo sempre di più la presidenza del Consiglio a preparare un piano B, una sorta di exit strategy nel caso entrambe le trattative naufragassero.