Una piccola notizia che mette di grande buon umore, perché ne serve parecchio. Avrete forse letto che il comune di Sestri Levante ha invitato i cittadini a mettere lavanda rosmarino e basilico alle finestre e sui balconi. Ma anche: menta, lantana, verbena odorosa, calendula ed erba gatta. Sono “piante aromatiche che agiscono come repellenti naturali contro le zanzare”, informa il Comune: “Aiutano a ridurre la presenza degli insetti senza ricorrere a prodotti chimici”. Ho preso appunti, di alcune non sapevo. La lantana è anche resistente, vedo: magari non mi muore in una settimana come tutto. Lo farò senz’altro, con incosciente ottimismo. Il luogo dove vivo, quello che mia madre chiama “il posto infernale dove sei andata a vivere” cioè la capitale del Paese, Caput mundi, è infestata da ratti giganti (abbiamo trappole all’ingresso del condominio, ma i ratti sono intelligenti e sanno bene di che si tratta), da calabroni grandi come noci arrivati ora non ricordo da quale paese subtropicale, pappagalli verdi carioca che divorano germogli di ogni albero, carini però i pappagalli, gabbiani formato aquila che planano rapaci su quel che stai mangiando, d’altronde non si mangia all’aperto, questo si sa. Naturalmente cinghiali, è ovvio. Poi ci sono anche le zanzare, sì. Nessuna costosissima disinfestazione è mai servita a niente, ma del resto le zanzare sono il meno. Amiche zanzare, novecentesche zanzare. È molto bella, è commovente la campagna per la “prevenzione naturale” in un habitat in cui di naturale non ci sono nemmeno le stagioni. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare, e proverei. L’erba gatta magari sgomina la piaga. Ho ripensato alla mia giovinezza, a quando si manifestava chiedendo fiori nei cannoni, in Portogallo del resto avevano messo i garofani. Ho ripensato al rosmarino per i ricordi e alle viole per i pensieri. Shakespeare, Amleto, Ofelia: quanta bellezza. La calendula la puoi usare anche quando ti bruci col ferro da stiro, leggo. Io mi fido. Io mi voglio fidare.