Il comando centrale americano ha lanciato in queste ore una nuova strategia per riaprire lo stretto di Hormuz al traffico commerciale: 'Project Freedom'.

La missione, voluta da Donald Trump, ha lo scopo di fornire supporto alle navi mercantili che intendono transitare liberamente attraverso il vitale corridoio del commercio internazionale, bloccato dall'inizio della guerra contro l'Iran.

Ma quali e quante sono le forze impiegate in 'Project Freedom'? E in quale modalità gli americani saranno il loro sostegno? Stando a quanto riferito dal capo del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, sono stati dispiegati circa 15.000 militari, oltre oltre 100 jet per scortare le navi che decolleranno sia da terra che dalle portaerei, centinaia di droni e cacciatorpediniere lanciamissili. Quanto alla modalità in cui si svolgerà la missione il comando centrale ha fatto capire che non si tratterà di una scorta fisica delle navi cargo ma una gestione del traffico marittimo nello stretto che coinvolga paesi, compagnie di assicurazione e i spedizione. Secondo il Wall Street Journal, il piano prevede che le forze armate Usa guidino le navi attraverso il corso d'acqua indicando le rotte più sicure ma senza accompagnarle. E questo è uno dei motivi per cui alcuni armatori hanno già dichiarato che riprenderanno le normali operazioni solo dopo aver avuto garanzie chiare da parte dell'Iran che non attaccherà navi civili.