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Ultimo aggiornamento: 16:55

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Indizi, ricostruzioni, ipotesi che, pur supportate da accertamenti, documenti, testimonianze, consulenze, riletture di intercettazioni, tali restano. Insomma, chi sulla ipotizzata colpevolezza di Andrea Sempio rispetto all’omicidio di Chiara Poggi si attende qualcosa di radicalmente differente dall’indagine che ha portato alla condanna di Alberto Stasi rischia di restare deluso. Sul piatto non vi sono certezze granitiche, né la cosiddetta pistola fumante. “È una ricostruzione – spiegano gli inquirenti – e come tale resta e resterà opinabile”. E in tale veste dovrà essere valutata da un giudice, nel momento in cui, procedimento di revisione permettendo, la Procura di Pavia arriverà a una richiesta di rinvio a giudizio per il 38enne di Garlasco, il quale, il 13 agosto 2007, quando, secondo la Procura di Pavia, uccise Chiara Poggi, di anni ne aveva 19, mentre la vittima era di sette anni più grande. Tra loro l’unico legame era Marco Poggi, amico di Sempio, e la villetta di via Pascoli a Garlasco, dove Sempio era di casa visto il rapporto con il fratello di Chiara.