Tra la Bassa Parmense e le prime propaggini appenniniche, il paesaggio agrario ha una consistenza difficile da trovare altrove. Nei prati stabili convivono decine di specie spontanee che si alternano secondo ritmi dettati dal suolo, dall'esposizione alla luce e dalle stagioni. Sono ecosistemi antichi, formatisi in secoli di agricoltura integrata con l'allevamento, e portano impressa la storia climatica di ogni appezzamento. Ogni specie risponde a condizioni locali che rendono questi prati difficilmente riproducibili fuori dalla zona d'origine. La biodiversità qui è strutturale, sedimentata e funzionale all'agricoltura.
Una questione di poche ore
Questo sistema ha radici che vengono da lontano, tramandate attraverso cicli stagionali ripetuti fino a diventare mestiere. È il momento dello sfalcio. Conoscere il prato significa sapere quando è pronto. L'erba troppo giovane non ha ancora sviluppato il pieno potenziale nutrizionale. Quella oltre la maturazione ha perso la freschezza che determina la qualità del foraggio. Per ogni appezzamento c'è una finestra giusta. Limitata nel tempo, richiede una lettura dell'ambiente che contempla umidità dell'aria, sequenza delle giornate di sole, pressione e direzione del vento.






