“Serve una denuncia per il direttore del doppiaggio“. “Hanno cambiato voce“. “Doppiaggio fuori sincrono da cani”. Il Diavolo Veste Prada 2, sequel dell’iconico film del 2006, ha già conquistato il box office italiano con un incasso di 14 milioni e 1.7 milioni di spettatori nel primo weekend di programmazione nelle sale cinematografiche, ma non il cuore degli appassionati del doppiaggio all’italiana, eccellenza artistica riconosciuta al livello mondiale fin dagli anni ’30.
Non c’è bisogno di essere dei puristi per capire che qualcosa non va, basta ascoltare i commenti degli spettatori nelle sale durante l’intervallo che si chiedono confusi cosa sia cambiato nel doppiaggio, o nei doppiatori dei personaggi principali, in 20 anni, cioè dal 2006 a oggi.
La risposta potrà sembrare incredibile a chi ha già visto il film: esattamente niente. I quattro personaggi principali, Miranda Priestly, interpretata da Meryl Streep, Andy Sachs, interpretata da Anne Hathaway, Emily Charlton, messa in scena da Emily Blunt, e l’immancabile Nigel Kipling, interpretato da Stanley Tucci, sono stati doppiati dagli stessi professionisti del 2006. Semplicemente, ça va sans dire, così come gli attori, anche i doppiatori sono invecchiati di 20 anni e vale lo stesso per le loro voci.













