L'indice di massa corporea, più noto come Bmi, potrebbe presto non essere più il parametro principe con cui valutare i problemi di peso. Un gruppo di ricercatori della Queen Mary University di Londra e del Berlin Institute of Health della Charité ha messo a punto Obscore, un nuovo strumento diagnostico capace di prevedere il rischio di sviluppare 18 diverse patologie legate all'obesità.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, evidenzia come la suscettibilità individuale a disturbi come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari dipenda da una combinazione di fattori che va oltre il semplice peso sulla bilancia, e che una valutazione più olistica dello stato di salute permetterebbe interventi preventivi più mirati e tempestivi.

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Come nasce Obscore

Il nuovo modello nasce dall’analisi dei dati sanitari di circa 200.000 partecipanti in sovrappeso o con obesità attinti dalla Uk Biobank, una vasta banca dati che collega parametri biologici a cartelle cliniche a lungo termine. Grazie a strumenti di machine learning, il team ha esaminato oltre 2.000 variabili, tra cui valori degli esami del sangue, misure antropometriche, stile di vita e dati molecolari, alla ricerca di quelli maggiormente correlati con il rischio delle 18 principali comorbidità legate ad obesità e sovrappeso. Il risultato è un algoritmo basato su 20 indicatori, facilmente valutabili in ambito clinico, che si è dimostrato efficace nel prevedere la traiettoria di salute dei pazienti una volta messo alla prova su altri database di studi condotti in Inghilterra e in Europa.