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4 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:39
In terra di Spagna, sul rosso di Madrid, Jannik Sinner supera miti come Nadal e Djokovic conquistando il quinto Masters 1000 di fila, impresa che non era riuscita a nessuno del tennis. Un dominio assoluto, come nella finale in cui ha annichilito uno sconfortato Alexander Zverev in meno di un’ora: 6-1 6-2 per conquistare un altro titolo e un altro record. Ma in conferenza stampa Sinner chiarisce: “Io non gioco per questi record, gioco per me stesso e per la mia squadra, che sa cosa c’è dietro. Gioco anche per la mia famiglia perché la famiglia è la cosa principale. Anche loro non hanno mai cambiato il modo in cui sono con me”. Poi, come raramente accade, l’altoatesino numero 1 al mondo si emoziona, parlando di mamma Siglinde.
Domenica in Spagna è il giorno della festa della mamma, che si celebra con una settimana di anticipo rispetto all’Italia. Così arriva la domanda per Sinner. E la sua memoria torna indietro all’adolescenza: “Mi considero molto fortunato. Quando avevo 13 anni ho fatto una scelta: ho lasciato casa per andare in un centro ad allenarmi. Per i miei genitori questo è molto difficile, specialmente per una madre, accettare una cosa del genere…”. Sinner infatti lasciò la sua Sesto ancora poco più che bambino per andare a Bordighera ad allenarsi nel centro di Riccardo Piatti. Con il senno del poi, una scelta coraggiosa che ha funzionato. Ma che ovviamente ha lasciato degli strasichi: “È stato difficile per me, ma sicuramente lo è stato ancora di più per i miei genitori, perché anche loro vorrebbero vedere il figlio crescere. E questo significa che ho perso un po’ di tempo con i miei genitori e vorrei recuperare il più possibile”.














