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Il mancato incasso dei canoni pesa sulle tasche dei cittadini. Novantadue immobili inutilizzabili e 12mila abusivi. E il dem vuole pure lo Spin Time

La linea di Roberto Gualtieri (foto) sulle occupazioni costa caro ai romani. Il sindaco dem, come evidenziato dall'inchiesta del Giornale, sta cercando di regolarizzare le situazioni abusive. La sanatoria, per ora, ha previsto una spesa di oltre 30milioni di euro, spesi per l'acquisto dell'immobile di via Bibulo e per il Porto Fluvial RechHouse. L'esponente del Pd sta cercando di comprare, sempre pescando da fondi pubblici e dal Pnrr, anche lo Spin Time. Ma per ora il fondo non vuole vendere il palazzo. Scelte che non sono neutre: uno degli effetti delle occupazioni croniche è il buco strutturale del patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica. Il mancato incasso dei canoni è stimato in circa 40 milioni di euro ogni anno. La fotografia rivela una città occupata, con 92 immobili insediati in maniera illecita, di cui 66 a uso abitativo. Le persone che occupano sono almeno dodicimila. Sul fronte patrimoniale, ancora, la visione del primo cittadino del Pd è la stessa di Virginia Raggi, che tra il 2018 e il 2019 ha stralciato oltre 212 milioni di crediti, patrimonio pubblico non recuperato. Lasciare la Capitale in balia degli occupanti ha un costo diretto, presenta perdite strutturali e comporta una gestione sempre più onerosa per i cittadini. Ma quali politiche portano avanti questi spazi occupati? Lo Spin Time, uno dei centri sociali sulla blacklist del Viminale, ha spiegato chiaramente di aver rialzato la testa dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia invitando a "costruire un'alternativa ai Kings della nostra città. Crediamo che l'alleanza tra capitalismo finanziario e destra di governo non possa vincere". E ancora: "Rivendichiamo la città come bene comune e non un terreno di conquista e profitto". Tanto che il 13 di marzo si è tenuto proprio presso la loro sede un evento contro la riforma Nordio: tra i relatori anche un esponente della Cgil e uno dell'Anpi. La loro vicinanza a gruppi come Extinction Rebellion è testimoniata anche dai diversi eventi organizzati: si tratta della declinazione nazionale del movimento globale nato nel Regno Unito ed è composta da una rete di gruppi locali che agiscono in modo coordinato per mettere in atto la disobbedienza civile che si manifesta con blocchi del traffico in punti strategici, occupazioni temporanee di piazze e strade, azioni dimostrative. Ma negli eventi dello Spin Time, non ultimo quello dal nome "esistere è resistere", compaiono anche gruppi come Ultima generazione, la rete "no Bavaglio" e volti della propaganda palestinese.