Egregio direttore, leggo spesso che Trump, da presidente Usa, agisce in favore dei suoi concittadini americani. Sono considerazioni che provengono dal mondo politico anche italiano specialmente da certa parte politica nel tentativo di allentare i disastri causati nel mondo da questo signore con la sua discesa in campo. Non ci vuole una mente sopraffina per capire questa situazione: se Trump fa realmente gli interessi degli americani, però non può creare problemi agli altri cittadini del mondo; non ne ha diritto, a meno che non si ritenga un "dittatore" e non un democratico come cerca di apparire.
M.G.
Cittadella
Cara lettrice, saranno gli americani a decidere se le scelte del presidente Trump corrispondono alle loro aspettative, almeno di coloro che lo hanno eletto. I sondaggi dicono che negli Stati Uniti il grado di fiducia dell'inquilino della Casa Bianca è ai minimi storici e l'economia non brilla certamente. Ma sappiamo anche che le opinioni in politica sono estremamente fluide e quindi per avere un quadro preciso del livello di consenso del presidente occorrerà attendere le elezioni di mid term a novembre.
Saranno un indicatore importante e sarà ancora più importante vedere come Trump reagirà se il risultato dovesse rivelarsi particolarmente negativo. Certamente già ora possiamo dire che le scelte del presidente americano non hanno fatto gli interessi dei suoi alleati europei. Dai dazi all'attacco all'Iran la politica Usa rischia di trascinare l'Europa verso la recessione. Ma ciò che è ancora più grave è che Trump presentatosi come il leader che avrebbe fatto finire le guerre e restaurato un nuovo ordine mondiale, è diventato in realtà un fattore di instabilità globale. Politica ed economica.







