Per i pazienti oncologici, l'attività fisica non è un "optional" di benessere, ma una vera "terapia di supporto", capace di migliorare la qualità della vita e di agire sul rischio che la malattia ritorni. Gli studi che lo dimostrano sono ormai un numero importante – a partire da quelli condotti sulle donne con tumore al seno - tuttavia, nonostante le evidenze, oggi solo il 7% dei pazienti pratica esercizio regolarmente. “Per chi si sta sottoponendo a cure oncologiche, l’esercizio fisico può migliorare la tollerabilità delle terapie e contribuire a ridurne gli effetti collaterali, con un impatto diretto sull’efficacia delle cure: quando il paziente riesce a seguire con maggiore regolarità i trattamenti, evitando interruzioni, annullamenti o cambi di terapia, aumenta la probabilità che il trattamento stesso funzioni al meglio”, spiega Fotios Loupakis, Oncologo, Ricercatore e Presidente Associazione KISS.
La newsletter di Oncodonna
29 Novembre 2024
I benefici del movimento
L’exercise oncology è una disciplina relativamente recente che considera l’attività fisica non solo come raccomandazione di benessere ma come parte integrante del percorso terapeutico. Grazie a studi osservazionali, oggi sappiamo che mantenersi attivi, infatti, puòcontribuire a migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico del paziente, a ridurre ansia e depressione, a contrastare gli eventi avversi legati ai trattamenti come fatigue, anemia e neuropatie. Una revisione di 21 studi condotti fra il 2005 e il 2025, per esempio, pubblicata su The Lancet Healthy Ageing, conferma che per le donne con tumore al seno praticare esercizio fisico durante la chemioterapia non solo è sicuro, ma migliora in maniera misurabile la qualità della vita sotto il profilo fisico, emotivo e mentale. Lo studio sottolinea come non esista un unico sport "perfetto": programmi aerobici, di forza o combinati portano tutti a benefici significativi, a patto che siano flessibili e adattabili ai livelli di energia del paziente, che possono variare di giorno in giorno durante il trattamento. In più, i primi studi di intervento hanno dimostrato che l’esercizio fisico può incidere sugli esiti clinici, migliorando l’efficacia delle terapie, riducendo il rischio di recidiva e aumentando le probabilità di sopravvivenza.






