Esserci in un mondo che cambia. Nel tempo segnato dall’instabilità come nuova normalità, il profilo del comunicatore pubblico e privato continua a occupare uno spazio decisivo nello scacchiere delle organizzazioni, provando a decodificare la complessità e a tradurre il flusso senza fine di informazioni. È quanto emerge dall’ultima assemblea Ferpi, Federazione relazioni pubbliche italiana, che ha rinnovato il consiglio direttivo. «Siamo passati dal comunicatore amplificatore al comunicatore sensore strategico. Il nostro ruolo è navigare la complessità, analizzando il contesto per proteggere la reputazione aziendale. Il professionista oggi è una funzione ponte tra interessi legittimi e bene pubblico, focalizzandosi su purpose e trasparenza per generare fiducia». Così afferma Filippo Nani, al quale da poco è stato rinnovato il mandato come presidente dell’associazione di rappresentanza nata nel 1970 e che coinvolge settecento professionisti. Si presidiano gli ambiti delle relazioni con i media, lobbying, public affair e comunicazione aziendale in grandi aziende, piccole medie imprese, pubblica amministrazione e agenzie. Accanto a Nani nel nuovo consiglio direttivo nazionale siedono anche Alberto Bergianti, Daniela Bianchi, Caterina Banella, Daniele Chieffi, Giuseppe de Lucia, Stefano Di Traglia, Santina Giannone, Giorgia Grandoni, Alessandro Magnoni, Anna Minà, Biagio Oppi, Stefania Romenti, Elena Salzano, Federica Zar.