Non è una saga di commedie, la vita di Arancino, tutt'altro. Ma il richiamo cinematografico era inevitabile perché tutto comincia proprio con una pallottola, anzi, con un pallettone, per la precisione, con cui questo gatto arancione è stato colpito. È questo sparo a innescare una serie di eventi che oggi lo rendono, non soltanto uno dei musi più visti al Rifugio Le Sfigatte, a Gassino Torinese, ma anche il protagonista del nostro articolo e forse il soggetto perfetto per qualcuno di voi.
La pellaccia dura
Questa storia, però, si svolge sul set di un'altra associazione del territorio, di cui abbiamo avuto il piacere di scrivere già lo scorso anno: "Ho a cuore un gatto". Sono, infatti, le volontarie di questa realtà piemontese, a ritrovare Arancino e a salvargli la vita. Lo recuperano in una delle colonie della zona, che si occupano si sfamare da tempo e in lui riconoscono da subito un perfetto domestico, probabilmente frutto di un abbandono. Salta all'occhio, Arancino, per il manto color del sole, l'indole affettuosa, ma soprattutto per un dettaglio inaspettato: un pallettone di fucile da caccia conficcato sotto l'orecchio. Arancino, perciò, viene prelevato e portato immediatamente dai veterinari, la cui diagnosi è definitiva: timpano rotto e perdita di un occhio, in quanto la lesione al nervo ottico era troppo grave e la parte si era ormai atrofizzata. La veterinaria sostiene che si sia salvato soltanto grazie alla sua pellaccia dura, che ha frenato il pallettone, evitando che arrivasse fino al cervello, ma aggiunge che si è trattata di fortuna e anche in abbondanza, perché di lì a poco, sarebbe morto.






