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Ricoverata d’urgenza dopo una crisi cardiaca, la dissidente iraniana è diventata il simbolo delle accuse globali contro Teheran: cure negate, pressioni internazionali e una battaglia che va oltre la sua sopravvivenza
La corsa contro il tempo per salvare la vita di Narges Mohammadi riporta al centro dell’attenzione internazionale il tema dei diritti umani in Iran. La dissidente, detenuta da mesi nel carcere di Zanjan, è stata ricoverata d’urgenza dopo un grave peggioramento delle sue condizioni fisiche: secondo la famiglia e la fondazione che porta il suo nome, sarebbe in pericolo di vita.
Le notizie convergono su un quadro clinico estremamente critico, aggravato — denunciano i familiari — da mesi di cure inadeguate e ritardi nell’accesso a trattamenti specialistici. Secondo i suoi avvocati, che l'hanno visitata, si ritiene che abbia avuto un infarto alla fine di marzo. All'epoca, appariva pallida, sottopeso e aveva bisogno di un'infermiera per camminare.











