Un lettore scrive:

«Come da consuetudine, ormai da tre o quattro anni, le numerose zone verdi sono abbandonate a se stesse, in particolare lasciando deliberatamente che l'erba possa crescere alta e rigogliosa. Il risultato è un paesaggio sciatto e anche pericoloso, poiché, ebbene sì, l'erba va tagliata non solo per estetica ma anche per sicurezza, e in secondo luogo un incentivo indiretto alla sporcizia e al degrado, poiché, ebbene sì, un ambiente sciatto e malcurato attira altro degrado, e così via. Degrado che, dulcis in fundo, a sua volta contribuisce all'inquinamento. So che questa idea è stata applicata sentendo il parere di qualche geniale esperto, per "tutelare la biodiversità". Robert Merton, grande sociologo statunitense, definì "effetti perversi" questo tipo di fenomeni. E così, il comune di Torino si ritrova a incentivare degrado e inquinamento, il tutto per amore dell'ambiente».

M.N.

Un lettore scrive:

«Mi viene da pensare che polizia municipale, sindaco ed assessore alla viabilità stiano diseducando gli automobilisti al rispetto delle regole del codice della strada, in particolare per quanto riguarda la sosta e questo a seguito della totale assenza sulle strade ed il conseguente mancato monitoraggio del traffico. È noto a tutti, anzi forse a quasi tutti, che trovare un posto per parcheggiare un'auto sia diventata una chimera e quindi si parcheggia in doppia fila, in divieto di sosta, sulle strisce pedonali, agli angoli delle strade, al centro delle strade di grande viabilità, davanti agli ingressi carrai. Tutto questo è diventata una abitudine e non una mancata infrazione».