Questo serve a guadagnare solidarietà, ottenere accettazione sociale e soprattutto a far penetrare gradualmente le proprie idee attraverso un lento ma continuo processo di sdoganamento. Ciò che ieri era considerato inaccettabile, oggi finisce per essere largamente accolto. E il tutto parte da un lavoro di nomenclatura che scambia, per esempio, la parola «terrorismo» con quella di «resistenza». In sociologia il processo è classificato come «Finestra di Overton» e si basa niente di più che sulla reiterazione costante di idee che finiscono per attecchire prima nella psiche e poi nel lessico collettivo. «Ciò che cambia è il modo in cui quei simboli vengono raccontati e quindi interpretati, il cosiddetto framing - ci spiega Alex Zarfati, esperto in comunicazione e presidente del Progetto Dreyfus - Quelle sigle non vengono più lette solo per ciò che sono sul piano storico o giuridico, ma iniziano a essere raccontate e interpretate come parte di un campo semantico diverso. È uno spostamento linguistico prima ancora che ideologico. Quando cambia il linguaggio, cambia anche ciò che diventa possibile».
Le bandiere dei terroristi. Quello che non vi hanno detto sul 25 Aprile della violenza
Quando le bandiere di gruppi terroristici sventolano liberamente per le nostre città, a essere in pericolo è l’intero sistema di s...






