Questo serve a guadagnare solidarietà, ottenere accettazione sociale e soprattutto a far penetrare gradualmente le proprie idee attraverso un lento ma continuo processo di sdoganamento. Ciò che ieri era considerato inaccettabile, oggi finisce per essere largamente accolto. E il tutto parte da un lavoro di nomenclatura che scambia, per esempio, la parola «terrorismo» con quella di «resistenza». In sociologia il processo è classificato come «Finestra di Overton» e si basa niente di più che sulla reiterazione costante di idee che finiscono per attecchire prima nella psiche e poi nel lessico collettivo. «Ciò che cambia è il modo in cui quei simboli vengono raccontati e quindi interpretati, il cosiddetto framing - ci spiega Alex Zarfati, esperto in comunicazione e presidente del Progetto Dreyfus - Quelle sigle non vengono più lette solo per ciò che sono sul piano storico o giuridico, ma iniziano a essere raccontate e interpretate come parte di un campo semantico diverso. È uno spostamento linguistico prima ancora che ideologico. Quando cambia il linguaggio, cambia anche ciò che diventa possibile».